Cronaca di una mamma che torna al lavoro

Cronaca di una mamma che torna al lavoro:

Laura ha avuto il suo bambino 95 giorni fa, il suo congedo di maternità è terminato e sarebbe dovuta tornare al suo lavoro.
Si pettina al mattino un pò stanca, con i sensi di colpa lascia nel freezer il latte che ha tirato, in modo che il suo bambino possa nutrirsi.
A momenti piange, ma sa che deve continuare.
Gira per casa, prepara le cose prima di partire, non se ne vuole andare ma deve, guarda il suo bambino, lo bacia, e va via, portando con se il tiralatte.

Quando arriva al lavoro, i suoi colleghi le danno il benvenuto, ma qualche altra faccia la guarda come per dire “alla fine è tornata”, altri l’abbracciano e le dicono che si è sentita la sua mancanza, mostra le foto del suo bambino, ma qualcuno dice “continuiamo che abbiamo un sacco di lavoro”.
Dopo due ore sente i seni pesanti e carichi, le fa molto male ma regge, si vergogna di chiedere una pausa per togliersi il latte.
Cerca di resistere ma inizia a bagnarsi la maglietta, non ne ha un’altra, si chiude in bagno, e si tira il latte. Le scende una lacrima e tira fuori il cellulare per fare una chiamata veloce e di nascosto per vedere come sta suo figlio.
Si asciuga le lacrime, si ricompone in fretta e torna alla sua postazione, qualcuno da lontano bisbiglia “Ma quanto ci ha messo”.
Non importa l’età che hai, la quantità di figli che hai, la società non valorizza ancora
l’importanza dell’allattamento al seno.
Se c’è una neo mamma nel tuo lavoro, sostienila e convincila a non nascondersi in un
bagno per togliersi il latte.
Rispettate i tempi del corpo umano, che ha molta saggezza.

Dal web

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