Citazioni frasi e poesie di Rumi poeta e mistico persiano.

Jalāl al-Dīn Rūmī (1207 – 1273), poeta e mistico persiano.

 

O uomo! Viaggia da te stesso in te stesso

 

Di là dalle idee, di là da ciò che è giusto e ingiusto, c’è un luogo. Incontriamoci là

 

Quando cerchi Dio, 
Dio è lo sguardo dei tuoi occhi.

 

Che noi possiamo fare ciò che di bello amiamo. Ci sono centinaia di modi di inginocchiarsi a baciare la Terra.

 

La nostra danza, o cara anima mia,  ha spiritual natura, e tu, se vi entri,  non v’entrar con superbia e con follia.  La nostra danza fuor della persona, fuor dall’anima sta. Tu poggia in alto,  empietà e fede dietro a te abbandona.  La nostra danza è amor spirituale,  ebbrezza ella è; gorgoglia come vino  dentro la coppa del corpo mortale.  La nostra danza è la sorgente viva,  è di vita la fonte. E tu, se sei  Khizer, bevi dall’onda che ravviva.  La nostra danza è pegno portentoso;  per la sua vita, Adamo dalla destra  di Dio l’ottenne misericordïoso. La nostra danza più che le celesti  plaghe è sublime. Questo grande arcano  alla stadera tua tu invan trarresti.  La nostra danza è tutta una gran festa,  tutta una gioia. Via se ne cancella  ogni dolore e ogni cura molesta. La nostra danza è tal, che di sé prezzo  alcun non ha. Non chiederne compenso,  figlio mio, non donarla a poco prezzo!

(da La danza mistica)

 

Lascia il mondo e ne sarai signore,  esci da te, sarai compagno di Dio.  Dàtti, tu freccia, all’arco del Signore, che egli ti scocchi rapido al tuo segno.  Cresci, tu grano, e sii campo di spighe, poi lasciati mietere nel giorno della falce;  fatti nel forno ardente pane al mondo,  lascia lieto la terra e sarai stella

 

Girando intorno al centro eterno, che è Dio,  tumultuando intorno al quieto centro  che è in Dio,  getta da te ogni cura e ruota intorno a Dio, oltre il sole e le aurore, fino a Dio.  Chi seppe la potenza della danza  vivrà in Dio,  poiché sa che l’amore uccide  come Dio.

 

Muoio come pietra e divengo pianta; muoio come pianta e vengo sollevato al rango di animale; muoio come animale e rinasco come uomo… morendo come uomo, tornerò a vivere come angelo… Ma trascenderò l’angelo per divenire qualche cosa che l’uomo non ha mai visto; e allora sarò il Niente.

 

Sai tu che cosa dice il rabab, parlando di lacrime e di dolore bruciante? Dice: “sono scorza rimasta lontana dal midollo: perché non dovrei piangere nel tormento della separazione?”(L’amante perfetto)

 

Se cerchi l’eterno amico  o cuore, scorda te stesso.  Come farfalla alla luce  offri tu il corpo e l’anima.  Sii bimbo senza pane  alla porta dello straniero, al pazzo sii bocca fraterna e parlagli solo d’amore. Così a te s’inchina il Signore  oltre la fede e l’errore, poi egli stesso, dalla brocca eterna, ti berrà, con l’eterno vino.

 

Se cominci ad andare, ti si aprirà innanzi la Via;  se ti fai nulla, sarai trasformato in essere puro;  se ti fai basso e abietto, non entrerai più nel cosmo e allora, fuori di te, sarai mostrato a te stesso!
(da Quartine)

 

Sorgi, o giorno! Danzano gli atomi di polvere  e le anime, liete, in estasi sante danzano.  Colui per il quale danzano le sfere celesti ed il Vento  te lo dirò in un orecchio, Lui dove danza!
(da Quartine)

 

Tu inventasti questo “io” e questo “noi”  per giocar con Te stesso il sacro gioco  dell’adorazione, affinché tutti  questi “io” e “tu” divengan unica vita.

 

Là fuori, oltre a ciò che è giusto e a ciò che è sbagliato, esiste un campo immenso. Ci incontreremo lì. 

 

La verità era uno specchio che cadendo dal cielo si ruppe… Ciascuno ne prese un pezzo e vedendo riflessa in esso la propria immagine , credette di possedere l’intera verità…

 

L’amore è una forza immane che può soggiogarti oppure estasiarti con il suo fascino lieve e sottile 

 

Ho bisogno d’un amante che,
ogni qual volta si levi, 
produca finimondi di fuoco 
da ogni parte del mondo! 
Voglio un cuore come inferno 
che soffochi il fuoco dell’inferno 
sconvolga duecento mari 
e non rifugga dall’onde! 
Un Amante che avvolga i cieli 
come lini attorno alla mano 
e appenda,come lampadario, 
il Cero dell’Eternità,entri in 
lotta come un leone, 
valente come Leviathan, 
non lasci nulla che se stesso, 
e con se stesso anche combatta, 
e, strappati con la sua luce i 
settecento veli del cuore, 
dal suo trono eccelso scenda 
il grido di richiamo sul mondo; 
e,quando,dal settimo mare si volgerà 
ai monti Qàf misteriosi da 
quell’oceano lontano spanda 
perle in seno alla polvere!

 

 

Gioia non vidi in entrambi mondi,salvo te, 
anima mia,molte meraviglie ho visto, 
ma non vidi miracolo simile a te! 
Dicono che sorte dei miscredenti è fuoco bruciante:ma privo del fuoco tuo ho visto solo 
Abù Lahab! 
Alla finestra del cuore spesso ho accostato 
l’orecchio dell’anima,molte parole ho sentito, 
ma non ho sentito le labbra. 
D’improvviso effondesti il favore tuo 
sipra questo tuo servo,ed io non ne vedo ragione 
se non la tua grazia infinita. 
O eletto coppiere,o gioia degli occhi miei, 
a te simigliante nessuno apparve fra gli Arabi, 
nè fra i Persiani l’ho visto! 
Versami tanto vino ch’io scenda giù da me stesso 
perchè nell’io,nell’essere,non ho trovato che pena. 
O tu che sei zucchero e latte,o tu che sei 
Sole e Luna,o tu che sei madre,sei padre, 
non ho parenti che Te! 
O indistruttibile amore,o menestrello divino, 
sei tu appoggio,sei tu riparo, 
non trovo nome a te pari! 
Siamo frammenti d’acciaio e 
l’amor tuo è calamita, 
sei origine d’ogni attrazione, 
chè in me attrazione non vedo! 
Silenzio, fratello, abbandona scienza e finezza; 
finchè tu non parlasti finezza alcuna non vidi!

 

 

Poi che son servo del Sole;
notte non sono,nè adoratore delle notti,non parlerò di sogni. 
Come messaggero del Sole e suo interprete,segreti messaggi 
prenderò da lui e 
vi porterò la risposta. 
E poi che vado come sole, 
brillerò su rovinati deserti, 
fuggirò dai luoghi abitati, 
parlerò deserte parole. 
Assomiglio alla vetta d’un albero 
lontano dalla radice: 
pur ristretto in secca corteccia, 
parlerò di succoso midollo. 
Se pur son mela secca 
son più alto d’un albero; 
anche se ebbro e sconvolto, 
dico parole veraci! 
Da quando il mio cuore ha 
sentito il profumo della polvere 
della sua soglia, 
ho vergogna anche della 
polvere sua, 
non parlo che d’acqua purissima! 
Togliti il velo dal volto, 
chè il volto hai glorioso! 
Non permettere ch’io debba 
parlarti come sotto ad un velo! 
Se hai il cuore di pietra, 
io son pieno di fuoco qual ferro; 
se assumi trasparenza di cristallo, 
io parlo di calice e vino! 
Poi che nato sono dal Sole 
come il Re Qobàd antico, 
non sorgerò nella notte, 
non parlerò di chiaro di luna.

 

 

TUTTO QUANTO…..
“Tutto quanto concerne l’Anima si 
svela spontaneamente ed ogni 
sforzo razionale non fa che allontanarla. 
Questo perche’ la sua natura 
non e’ fenomenica. Si coglie 
col cuore come una poesia,come 
un’opera d’arte. Si sente,si ama 
ma nessun concetto,come ombra 
fugace, e’ ad essa adeguato”. 

 

Totalmente inatteso il mio ospite giunse.
“Chi e'”,chiese il mio cuore. 
“La faccia della luna”, disse la mia anima. 
Quando entro’ in casa 
Tutti corremmo in strada, folli in cerca della luna. 
“Sono qui”,lui ci chiamo’ dall’interno, 
ma noi cercavamo fuori, ignari del suo richiamo. 
Il nostro usignolo canta ebbro in giardino,
noi tubiamo come colombe:”Dove, dove, dove?”. 
Si raduno’ una folla:”Dov’e’ il ladro?”. 
E il ladro in mezzo a noi dice: 
“Si’, dov’e’ il ladro?”. 
Tutte le nostre voci si mescolarono 
E nessuna si distingueva dalle altre.
Egli e’ con voi significa che cerca assieme a voi, 
che vi e’ più vicino di voi stessi,perché cercate fuori? 
Diventate come neve che si scioglie,ripulite voi stessi da 
voi stessi. 
Con l’amore la vostra voce interiore troverà una lingua 
Che crescerà come un muto candido giglio nel cuore.

 

 

Quando un uomo e una donna diventino uno
Ho coperto i miei occhi
con la polvere della tristezza, 
finché entrambi furono un mare colmo di perle. 
Tutte le lacrime che noi creature versiamo per lui 
non sono lacrime,come pensano molti, ma perle….. 
Mi lamento dell’anima con l’anima,
ma non per lamentrmi: dico solo le cose come stanno. 
Il cuore mi dice che è angosciato per lui
ma io non posso che ridere di questi torti immaginari.
Sii giusta, tu che sei la gloria del giusto. 
Tu, anima, libera dal “noi” e dall'”io”, 
spirito sottile in ogni uomo e donna. 
Quando un uomo e una donna diventano uno, 
quell’uno sei tu. 
E quando quell’uno è cancellato, tu sei. 
Dove sono questo “noi” e questo “io”? 
A lato dell’amato. 
Tu hai fatto questo “noi” e questo “io” 
perché tu potessi giocare 
al gioco del corteggiamento con te stesso, 
affinché tutti i “tu” e gli “io” diventino un’anima sola 
e infine anneghino nell’amato. 
Tutto ciò è vero. Vieni! 
Tu che sei la parola creatrice: Sii. 
Tu, al di là di qualunque descrizione. 
E’ possibile per l’occhio fisico vederti? 
Può il pensiero comprendere il tuo riso o la tua pena? 
Dimmi, è possibile vederti? 
Soltanto di cose in prestito vive questo cuore. 
Il giardino d’amore è infinitamente verde 
e dà molti frutti oltre alla gioia e al dolore. 
L’amore è al di là di entrambe le condizioni. 
Senza primavera, senza autunno, è sempre nuovo.

 

Com’è vicina l’anima tua alla mia,
qualsiasi cosa pensi io la so! 
Ma ho segni che ti fanno ancor più vicino 
avvicinati ancora e guarda il mio segno segreto! 
Vieni dunque come derviscio fra noi, 
non scherzare, non dire:”io son già fra voi!”. 
Al centro della tua casa io sono come colonna 
dal tetto tuo curvo chino giù il capo, come grondaia. 
Io son sempre con te nel tumulto del Di del giudizio 
non ospite sono, come s’usa fra gli amici del mondo. 
Entro io tuo banchetto io giro attorno come calice pieno 
e nelle tue battaglie corro avanti come lancia, 
e se preferisco morire rapido come il lampo 
come il lampo della tua bellezza, sono senza lingua.
Sebbene ebbro come sono, non fa per me differenza 
se dò vita a un morto , se prendo la vita a un vivo. 
Se dono la vita per me è grande guadagno, 
ché per ogni vita tu doni cento universi! 
In questa casa ci sono migliaia e migliaia di morti 
e tu assiso fra loro dici:”Ecco il mio regno!” 
Un pugno di polvere dice: “io ero treccia!” 
un altro pugno di polvere dice “io ero ossa!” 
E tu t’arresti stupito, quand’ecco, arriva l’Amore 
che dice:”Avanza dunque, io sono il Vivente, l’Eterno! 
Stringi al tuo seno il mio petto di gelsomino 
che, in questo stesso istante, ti libererò da te stesso!” 
taci o Cosroe, e non far parola della dolce Shirin 
che di dolcezza tutta mi brucia la bocca.

 

 

La guerra interiore
Posa la tua gota un istante su questa guancia ebbra.
Fammi dimenticare la guerra e la ferocia in me. 
Ho in mano queste monete d’argento: 
dammi il tuo vino di luce dorata. 
Tu hai schiuso le sette porte del ciel, 
ora posa la tua mano unifica sul mio cuore serrato. 
Tutto ciò che ho da offrire è questa illusione: me stesso. 
Dagli un soprannome, ché almeno questo sia reale. 
Solo tu puoi rinsaldare ciò che tu hai spezzato: 
aiuta il mio cuore spezzato. 
Non chiedo dolci di pistacchio, 
ma il tuo amore eterno. 
Cinquanta volte ho detto: 
“cuore, lascia la caccia e salta in questa rete”.

 

 

L’amore è sconsiderato
L’amore è sconsiderato, non così la ragione.
La ragione cerca il proprio vantaggio. 
L’amore è impetuoso, brucia sé stesso, indomito. 
Pure in mezzo al dolore, 
l’amore avanza come una macina; 
dura la sua superficie, procede diritto. 
Morto all’egoismo, 
rischia tutto senza chiedere niente. 
Può giocarsi e perdere ogni dono elargito da Dio. 
Senza motivo, Dio ci diede l’essere, 
senza motivo rendiglielo. 
Mettere in gioco se stessi e perdersi 
è al di là di qualcunque religione. 
La religione cerca grazie e favori, 
ma coloro che li rischiano e li perdono 
sono i favoriti di Dio: 
non mettono Dio alla prova 
né bussano alla porta di guadagno e perdita.

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