Citazioni di Joë Bousquet

Joë Bousquet (1897 – 1950), poeta francese

Durante la Prima Guerra mondiale, il 27 maggio 1918, all’età di 21 anni, fu gravemente ferito nella battaglia di Vailly alla colonna vertebrale. Paralizzato all’altezza del petto, perse l’utilizzo della parte inferiore del corpo. Visse il resto dei suoi giorni a Carcassonne (53, rue de Verdun), in una camera le cui imposte rimasero sempre chiuse.

Con gli amici François-Paul Alibert, Ferdinand Alquié, Claude-Louis Estève e René Nelli fondò nel 1928 la rivista Chantiers.

Fu in contatto epistolare con numerosi scrittori e artisti, tra cui Paul Éluard, Max Ernst, Jean Paulhan e Simone Weil.

Joe Bousquet lasciò un’opera poetica considerevole.

 

 

 

Buona lettura

Amare, significa essere assenti da se stessi.

C’è un solo Dio, è il silenzio di Dio.

Colui che fa regnare la purezza, nel bene come nel male, collabora all’affrancamento dell’essere.

Da molto tempo mi sforzo di sostituire ogni idea con una visione.

Essere creati da Dio significa senza dubbio incarnare l’essere del suo essere, noi siamo le immagini del suo potere, ne abbiamo consapevolezza, siamo probabilmente il suo pensiero. Dovremmo tremare per questo, patire la nostra indegnità, ma non dubitare della capacità di rivelazione che è in ciascuno di noi.

Lei [Simone Weil] aveva il dono di pronunciar parole con significato umano illimitato.

Ogni pensiero umano è pensiero soltanto in subordine: dapprima è l’invenzione di un mondo dove la morte non si lascia presentire.

Porto in me un individuo irrivelato. Mi conosce, ma non so niente di lui, eccetto che la mia persona è la sua ombra con i suoi appetiti inconfessabili e il suo bisogno di segreto.

Si è se stessi solamente nel proprio cuore; si ama solamente quel che fa di lui un asilo. Si è felici solamente per il modo che si ha di essere ospiti di se stessi.

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