Citazioni di Jim Morrison

James Douglas Morrison (1943 – 1971), cantautore e poeta statunitense.

 Ho bisogno di distinguermi dalla massa. Non mi sento al mio posto in mezzo alla maggioranza.

 

A volte il dolore è troppo forte per poter essere esaminato, o anche tollerato; il che comunque non basta a renderlo cattivo o necessariamente pericoloso. Ma la gente ha paura della morte, e più ancora del dolore. È strano che abbia paura della morte: la vita fa molto più male della morte. Quando si muore, il dolore finisce. La morte, in un certo senso, è un’amica.
Jim Morrison, Versi poetici e dichiarazioni di guerra, a cura di F. Guadalupi, Aliberti editore, 2007

 

Il dolore è l’elemento che può ancora risvegliarci. La gente tenta di nascondere la propria sofferenza, ma è un errore grave. Il dolore è qualcosa da portarsi dietro, come una radio. Puoi avere cognizione della tua forza affrontando il tuo dolore. Tutto dipende da come lo sopporti. È questo che conta. La sofferenza è un sentimento, e i tuoi sentimenti sono parte di te, sono la tua realtà personale. Se ti vergogni di loro e li nascondi permetti alla società di distruggere la tua realtà. Ognuno dovrebbe rivendicare il diritto di esibire il proprio dolore.

 

Nella vita puoi fare qualunque cosa purché sia in armonia con le forze dell’universo, della natura, della società. Se è in sintonia, se “funziona”, tutto va bene. Se però, per un qualsiasi motivo, sei su un’altra lunghezza d’onda rispetto alle persone che ti circondano, urterai la loro sensibilità e loro reagiranno evitandoti o reprimendoti. Finché ogni cosa coincide e gira bene, potresti passarla liscia anche se ammazzassi qualcuno. 

 

Esistono parecchi tipi di libertà, e ci sono parecchi equivoci in proposito. Il genere più importante di libertà è la libertà di essere se stessi. Noi siamo abituati a scendere a patti con la realtà per acquistare un ruolo. Svendiamo i nostri sensi per trovare un gesto. Rinunciamo alla capacità di sentire e in cambio otteniamo una maschera. Non potrà esserci nessuna rivoluzione di massa finché non vi sarà una rivoluzione personale, a livello individuale. Prima deve avvenire all’interno. Puoi privare un uomo della sua libertà politica e ciò non gli farà del male. Ma se lo priverai della libertà di sentire, questo potrà distruggerlo.

 

La gente proclama di voler essere libera, tutti insistono che la libertà è il desiderio più grande, il bene più sacro e prezioso… ma sono solo stronzate. La gente è terrorizzata dall’idea di essere liberata. Si aggrappa alle proprie catene. Si oppone a chiunque tenti di distruggere quelle catene. È la sua sicurezza.

 

Deploro il fatto che tanta gente viva una vita tranquilla, banale e perbene quando ci sono così tante ingiustizie. Credo sia triste. È come se la gente sia destinata da qualche forma superiore di vita, dalla nascita alla morte, a condurre un’esistenza preordinata e programmata. È una tragedia. 

 

Le donne sono migliori degli uomini. Hanno idee giuste. Sembrano più adatte ad accettare la vita e a viverla in modo più semplice.

 

La maggior parte della gente si sente completamente vuota e impotente rispetto al controllo del proprio destino e di quello della vita umana. È una delle tragedie odierne. Le decisioni vengono prese per noi senza che noi abbiamo alcuna voce in capitolo. 

 

È incredibilmente triste che tanti esseri umani restino seduti a guardare qualcosa… lo spettacolo di milioni e milioni di persone accomodate nelle sale dei cinema o davanti alla televisione tutte le sere, che guardano una riproduzione della realtà di seconda o terza mano, invece di capire che il loro mondo è là, nei loro salotti, o proprio fuori, nella strada. Credo si tratti della migliore macchina ipnotizzatrice che getta la gente in uno stato di sonnambulismo. 

 

Esibirsi sul palco è una ricerca, come aprire una porta dopo l’altra. Fino ad oggi non c’è stata nessuna filosofia o ideologia coerente. La sensualità e il male sono immagini molto attraenti, ma dobbiamo pensare ad esse come alla pelle di un serpente di cui ci si libererà.

 

Le persone provano un senso di impotenza e vulnerabilità di fronte alla realtà. Non hanno nessun controllo effettivo su ciò che accade o sulle proprie vite. Anzi, sono loro stesse a essere controllate. Non riescono ad andare oltre il proprio televisore.

 

L’unico momento in cui mi esprimo davvero è sul palco. La maschera della rappresentazione me lo consente, mi dà un posto dove nascondermi, così che possa rivelarmi. Per me è qualcosa di più del solo fare spettacolo, del cantare dei brani e andarmene. Io vivo ogni cosa in modo davvero personale. Non sento di aver fatto un qualcosa di completo finché non ho condotto tutti gli spettatori presenti a un livello comune. A volte interrompo la canzone e resto a lungo in silenzio, lascio che vengano fuori tutte le ostilità latenti, il disagio e le tensioni, prima di ricominciare.

 

Esiste un mondo segreto dove tutti dormono. Tutto un altro mondo che ogni persona cerca di rimuovere. 

 

La creazione è sempre posseduta dal mistero e dal dolore. Oggi stai creando te stesso: accetta l’inaccettabile, qualunque cosa accada, abbandonati. Devi provare in modo completo qualsiasi tipo di sensazione, qualsiasi tipo di sofferenza.

 

Ammiro profondamente quei poeti che, di fronte a un gruppo di persone, sono capaci di alzarsi in piedi, con o senza microfono, e recitare la loro poesia.

 

Ogni generazione vuole simboli nuovi, gente nuova, nomi nuovi. Vuole divorziare dalle generazioni che l’hanno preceduta. Ogni generazione, per affermare se stessa come entità umana consapevole, deve rompere con il passato. A un certo punto tutti si mettono insieme e formano sciami; poi tutto finisce e ognuno va per la sua strada.

 

Ciò che mi interessa di più sono le attività prive di significato, ossia le attività completamente libere, il gioco. Attività che non racchiudono in sé nient’altro che quello che sono. Nessuna ripercussione, nessuna motivazione. Attività libera. Secondo me dovrebbe esserci un carnevale nazionale, più o meno come il martedì grasso a Rio. Dovrebbe esserci una settimana di allegria nazionale, una sospensione di tutto il lavoro, di tutti gli affari, di tutte le discriminazioni, di tutte le forme di autorità. Una settimana di libertà totale. La gente dovrebbe sentirsi vera per una settimana, potrebbe essere d’aiuto per il resto dell’anno. Dovrebbe esserci una specie di rituale come questo. Penso ce ne sia proprio bisogno. 

 

Una canzone arriva con la musica, con un suono o con un ritmo. Io inizio a buttare giù le parole più in fretta possibile, per rimanere aggrappato all’ispirazione, finché musica e testo non sgorgano quasi simultaneamente. In caso di poesia, invece, non serve per forza la musica. D’altro canto, però, la poesia ha bisogno di un certo senso del ritmo e quindi, in qualche modo, di musica. 

 

Dentro di noi c’è un’intera regione di immagini e sensazioni che raramente emergono nella vita quotidiana, e quando ciò accade assumono forme perverse. È il nostro lato oscuro. Più ci ammantiamo di civiltà, più queste forza cercano pretesti per rivelarsi.

 

Il nostro lavoro, le nostre esibizioni, sono uno sforzo di metamorfosi. È come un rituale di purificazione in senso alchemico. Prima ci deve essere un periodo di disordine, di caos, il ritorno a una landa di disastro primordiale. In tal modo si purificano gli elementi e si trova un nuovo seme di vita che trasforma l’intera esistenza, l’intera materia, l’intera personalità, finché alla fine, se tutto va bene, si riemerge per ricomporre ogni dualismo e opposizione. Allora non si parlerà più di Male e di Bene ma di qualcosa di uniforme e puro. La nostra musica e la nostra personalità, così come appaiono nelle performance, sono ancora in uno stato di caos e di disordine, forse con un incipiente elemento di purezza pronto a svilupparsi.

 

Una volta si pensava fosse possibile generare un movimento, la gente che si solleva e si unisce in una protesta di massa, rifiutando di essere continuamente repressa; unire tutte le forze per spezzare quelle che William Blake definisce «le manette forgiate dalla mente». Ma ormai i tempi della strada dell’amore sono finiti. Certo, è possibile andare oltre, ma non a livello di massa, non come ribellione universale. Oggi dovrebbe accadere a livello individuale, ogni uomo per se stesso… come si dice. Salva te stesso.

Precedente Citazioni sul Buddhismo Zen Successivo Proverbi infernali - Proverbi dell'inferno