Citazioni di Donatien Alphonse François de Sade

Sfortunatamente devo descrivere due libertini; aspettati perciò particolari osceni, e scusami se non li taccio. Ignoro l’arte di dipingere senza colori; quando il vizio si trova alla portata del mio pennello, lo traccio con tutte le sue tinte, tanto meglio se rivoltanti; offrirle con tratto gentile è farlo amare, e tale proposito è lontano dalla mia mente.

Ritratto di D.A.F. Sade a circa 20 anni di età, opera di Charles Amédée Philippe van Loo. Si tratta dell’unico ritratto contemporaneo.

Donatien-Alphonse-François de Sade, signore di Saumane, di La Coste e di Mazan, marchese e conte de Sade – pronuncia francese [dɔna’sjɛ̃ al’fɔ̃s frɑ̃’swa də sad] – conosciuto comunemente come Marchese de Sade ma anche come D.A.F. de Sade e soprannominato Divin marchese (Parigi, 2 giugno1740 – Charenton-Saint-Maurice, 2 dicembre 1814), è stato uno scrittore, filosofo, poeta, drammaturgo, saggista, aristocratico, criminale e politicorivoluzionario francese, delegato della Convenzione nazionale.

Appartenente a una famiglia di antica nobiltà, a partire dal 1800 e fino alla morte quattordici anni dopo, rinunciò a ogni titolo nobiliare e si firmò semplicemente «D.-A.-F. Sade». Per il periodo rivoluzionario utilizzò anche lo pseudonimo Louis Sade. Fu autore di tutta una serie di classici della letteratura erotica, drammi teatrali, testi vari e saggi filosofici, molti dei quali scritti mentre si trovava in prigione, la sua opera e il suo pensiero lo hanno fatto considerare un esponente dell’ala estremista del libertinismo, nonché dell’Illuminismo più radicale, ateo, materialista e anticlericale.

Il suo nome è all’origine del termine sadismo, atteggiamento che emerge dai suoi romanzi, incentrati sulla descrizione di comportamenti sessuali trasgressivi e perversi, quelli che saranno chiamati appunto “sadici”, oltre che su scene di esplicita violenza e sui temi filosofici della ricerca del piacere, consistente nel soddisfare gli istinti naturali (in Sade spesso derivanti dall’esercitare la crudeltà a fini sessuali), dell’ateismo e del rifiuto verso ogni forma di autorità costituita.[1]

Durante la sua vita Sade venne accusato (con l’assenso della sua famiglia, specie della suocera) di vari reati, come pratiche di violenza sessuale, di sodomia, di tentativi di avvelenamento e condotta immorale (legati alle vicende dette “affare di Arcueil” o caso di Rose Keller, e “affare di Marsiglia”), ma venne riconosciuto colpevole solo di “libertinaggio” (cioè condotta sessuale illegale) e produzione di materiale pornografico. Fu perseguito prima dal regime monarchico, poi, in quanto nobile, dalla Rivoluzione francese (a cui aveva aderito) e infine anche dal governo napoleonico.

Passò molti anni della sua vita, a causa di una lettre de cachet e di varie disposizioni successive, prima in carcere – tra cui alla Bastiglia per qualche anno – e poi all'”albergo dei pazzi” di Charenton, dove scrisse molte delle sue opere più celebri. Per molto tempo ritenuto un autore immorale o di scarso valore, è stato rivalutato e riscoperto nel XX secolo a opera del surrealismo, della psicoanalisi e dell’esistenzialismo

Fonte

 

Buona lettura

Bisogna rendere gli altri felici tanto quanto noi si desidera esserlo.
(da Dialogo fra un prete e un moribondo)

 

Il tumulto e l’andirivieni quotidiano rendono Napoli una città popolata e piena di vita come Parigi.
(citato in Vincenzo Russo, Napoli e Parigi, le vere capitali, napule.org, 29 dicembre 2011
Le passioni dell’uomo sono soltanto i mezzi di cui la natura si serve per conseguire i suoi scopi. (da La filosofia nel boudoir)

 

Non è il mio modo di pensare che ha fatto la mia rovina, ma il modo di pensare degli altri. (citato in Focus n. 71, p. 158)

 

Possedere in esclusiva una donna è tanto ingiusto quanto possedere degli schiavi.
(da La philosophie dans le boudoir)

 

Se si ama il proprio dolore, esso diviene voluttà.
(da Aline et Valcour)

 

Sì, sono un libertino, lo riconosco: ho concepito tutto ciò che si può concepire in questo ambito, ma non ho certamente fatto tutto ciò che ho concepito e non lo farò certamente mai. Sono un libertino, ma non sono un criminale né un assassino.
(da una lettera alla moglie, 20 febbraio 1791)

 

Sii uomo, sii umano, senza timore né speranza; abbandona i tuoi dèi e le tue religioni; tutto ciò è buono solo per armare la mano degli uomini, e il solo nome di questi orrori ha fatto versare più sangue sulla terra di tutte le altre guerre e di tutti gli altri flagelli messi insieme. Rinuncia all’idea di un altro mondo, che non esiste, ma non rinunciare al piacere di essere felice, e di godertela in questo!
(da Dialogo fra un prete e un moribondo)

 

Tutti i principi morali universali sono oziose fantasie.
(da Le 120 giornate di Sodoma)

 

Unico risultato dei costumi e dell’educazione è ciò che si chiama un’abitudine.
(da Juliette ou le prospèritès du vice)

 

L’egoismo è la prima legge della natura.

 

La virtù non conduce ad altro che all’inazione più stupida e più monotona, il vizio a tutto ciò che l’uomo può sperare di più delizioso sulla terra.

 

Quando il più forte vuole opprimere il più debole lo convince che Dio santifica le sue catene, ed il debole, abbrutito, gli crede.

 

Anche l’uomo deforme trova specchi che lo rendono bello.

 

Anche se il servizio fosse stato reso da eguale a eguale, mai l’orgoglio di un’anima nobile si abbasserebbe sino a provare riconoscenza; non è forse umiliato chi riceve? E l’umiliazione che prova non compensa sufficientemente il benefattore che solo per questo si trova posto al di sopra dell’altro? Non è un godimento l’innalzarsi sopra il proprio simile? Che altro è dovuto, a chi presto servigio? Se la pietà, che umilia chi ne è affetto, si trasforma in un fardello, con quale diritto si vieta a chi lo porta di sbarazzarsene? Perché devo accettare di sentirmi umiliato ogni volta che incontro lo sguardo di chi mi ha reso un favore? L’ingratitudine non è un vizio, è anzi la virtù delle anime fiere. La generosità è invece la virtù delle anime deboli; mi si renda servigio finché si vuole se ci si prova piacere, ma non si pretenda niente da me.

 

No, non c’è nessun Dio, la natura basta a se stessa; non ha alcun bisogno di un autore.
(2011)

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